Le macchie: la complicanza più frequente della scleroterapia

 

Vorreste fare le sclerosanti, ma vi preoccupano le possibili complicanze? Mi sembra assolutamente saggio tenere presente che ci sono anche quelle e in questo articolo spiegherò come prevenire, ed eventualmente trattare, le macchie cutanee, che sono la complicanza che maggiormente temono i pazienti, ma ancor più lo specialista che fa scleroterapia. 

Innanzitutto il nome corretto è “iperpigmentazioni” ed è così che le chiamerò nel corso di questo articolo.

Cosa sono?

Si parla di iperpigmentazioni quando sulla cute, a livello delle vene trattate rimane una zona più scura e si localizza esattamente dove è stato fatto il trattamento. 

Attenzione: una zona più scura nelle prime settimane dopo il trattamento è normale e può durare un tempo estremamente variabile. Ad alcune persone si riassorbe molto velocemente e non rimane il minimo segno nel giro di 2-3 settimane. La maggior parte richiede ca 2 mesi, ma in alcuni casi può richiedere anche 3-4 mesi.

L’iperpigmentazione a cui faccio riferimento come complicanza è quella che residua oltre questo periodo. A dire il vero tendenzialmente continua a schiarirsi anche oltre questo termine, ma in alcuni casi permane definitivamente.

Quali fattori predispongono alle iperpigmentazioni?

Per la verità, in parte è una caratteristica della cute del Paziente e non è prevedibile chi sia più predisposto o meno. In parte tuttavia può dipendere da altri fattori:

-tipo ed età della vena: spesso, a livello di varici di vecchia data, la cute è già più scura anche prima del trattamento e quindi, in questo caso, non è una vera complicanza. Sono a rischio di iperpigmentazione, vene che richiedono trattamenti più aggressivi e quindi quelle di grosso calibro o “capillari voluminosi” quelli che più che rossi sono di colorito violaceo.

– esposizione al sole

Da cosa derivano? …in parole semplici

Le iperpigmentazioni sono dovute al ferro contenuto nel sangue.

A livello delle vene trattate il sangue coagula (la vena non funziona più) e il ferro contenuto nel sangue va incontro ad una serie di “modificazioni chimiche” che portano alla formazione di un “pigmento di colorito giallo-brunastro”, che si deposita nella pelle.

Come si previene?

Per ridurre il rischio di pigmentazioni le regole principali sono:

  • evitare l’esposizione al sole o lampade solari finché il segno della vena è scomparso.
  • applicare dopo il trattamento i prodotti consigliati dal medico: sostanzialmente sono di due tipi: quelli che favoriscono un rapido riassorbimento degli ematomi, in modo che il ferro venga riassorbito PRIMA che si formi il deposito, e quelli che si legano direttamente al ferro, in modo che non formi il pigmento (detti chelanti del ferro).

Si possono correggere le iperpigmentazioni?

NB: le iperpigmentazioni in generale possono dipendere da molti fattori. Riferendomi solo alle iperpigmentazioni da scleroterapia (dette emosideriniche), direi di sì. 

Esistono alcuni prodotti schiarenti che può applicare la Paziente autonomamente ed è anche possibile fare delle sedute di peeling per schiarirle progressivamente (che vengono fatti dal medico).

Ricordiamoci però che prevenire è meglio che curare e quindi pianifichiamo il trattamento tenendo conto del quadro che si deve trattare e di quando si ha intenzione di esporsi al sole… le più fortunate anche di viaggi in posti “esotici” in pieno inverno…

…per fortuna l’estate è alle porte, si cominciano a scoprire le gambe e quindi, più che andare a curare adesso,  sarebbe meglio prendersi il tempo di guardare le nostre gambe, vedere se ci sembra tutto a posto e semmai pensare a cosa ci sarà da fare in autunno😉

Gloria T. Leonardi

Gloria T. Leonardi

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Dott.ssa GloriaTeresa Leonardi | Specialista in Chirurgia Vascolare

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