Vene varicose e gravidanza 2

…Eccomi come promesso… in questo post riprendo gli argomenti lasciati in sospeso: le varici “genitali”, il rischio di trombosi o tromboflebiti legate alla gravidanza e gravidanza prima o dopo il trattamento. Se questi sono i temi che vi interessano, in questo post troverete le risposte semplificate.

Diciamo che seguendo un'”ordine cronologico di perplessità”, inizierei con il l’ultimo argomento menzionato.

1 AVETE DELLE VARICI, VOLETE INTRAPRENDERE UNA GRAVIDANZA E NON SAPETE SE TRATTARE LE VARICI PRIMA O RIMANDARE A DOPO?

Per la maggior parte dei casi non esiste una risposta “scientifica” a questo quesito ed è verosimile che i vari professionisti vi rispondano in base ad una gerarchia di valori, che è del tutto personale… e quindi anche le mie considerazioni (personali) potrebbero non essere condivise da questo punto di vista.

E’ indiscutibile che ci sono delle situazioni in cui una gravidanza può comportare rischi seri ed è opportuno farla precedere da trattamenti di qualche tipo, ma l’insufficienza venosa NON è tra queste.

  

Considerato che la patologia varicosa è in genere benigna e che la gravidanza è uno degli eventi più importanti nella vita di una donna (se non il più importante), NON ritengo ragionevole condizionare la scelta di intraprendere o meno una gravidanza in base al quadro varicoso.

Ciò premesso, mettetevi il cuore in pace. In generale, se trattate le varici (e non mettete una calza adeguata durante la gravidanza) è probabile che ne compariranno di nuove. Se non trattate le varici (e non mettete una calza adeguata durante la gravidanza) è probabile che quelle presenti peggioreranno e, forse, ne compariranno di nuove.

E’ quindi evidente che quello che fa la differenza è andare da un flebologo e farsi indicare la calza per un adeguato sostegno durante la gravidanza ed evitare “danni” quanto più possibile!

ECCEZIONI sono tutti quei casi in sono presenti altre problematiche correlate al circolo venoso, come ad es. trombofilia o discoagulopatie. Altra eccezione (…relativa) è il caso in cui sia presente un quadro veramente molto compromesso con numerose e voluminose varici, …in tutti questi casi il flebologo va consultato PRIMA DI INIZIARE LA GRAVIDANZA o prima possibile se la gravidanza non è programmata.  

 

2. RISCHIO TROMBOSI IN GRAVIDANZA: ovviamente se c’è già un sospetto di trombofilia o la Paziente ha già avuto pregresse trombosi va programmata una adeguata profilassi da uno specialista.

Negli altri casi, si torna ahimè alla “Santa Calza”. Confermo che è vero che in gravidanza, ma anche nel periodo postpartum, il rischio di trombosi venosa profonda e/o tromboflebiti è aumentato e la calza rappresenta già di per sè un’ottimo presidio di prevenzione, che dovrebbero indossare tutte. Moti ospedali, se la Paziente non ci ha pensato prima, forniscono delle calze da indossare subito dopo il parto o addirittura già in travaglio.

DURANTE LA GRAVIDANZA (esclusi i casi di cui sopra), normalmente non è necessario altro, ma se compaiono “cordoni duri e dolenti” o dolori acuti ad un arto o un gonfiore monolaterale, è bene segnalarlo al proprio medico curante che valuterà se fare un ecocolordoppler.

DOPO IL PARTO (o taglio cesareo) le linee guida prevedono in aggiunta alle calze anche eparina (EBPM) da fare a dosaggio profilattico per un periodo (fino a 3 settimane ca, ma talvolta i Colleghi Ginecologi possono decidere per periodi più brevi per varie ragioni, come ad esempio una metrorragia anomala). Anche in questo periodo, in caso di sospetto di trombosi  –>MEDICO 

 

3. VARICI PERINEALI o, come dice qualcuno “GENITALI” …e non sbaglia: 

talvolta i plessi venosi dei genitali (come peraltro quelli emorroidari) possono dilatarsi e diventare varicosi in gravidanza. Spesso queste varici si prolungano verso la coscia. Queste varici possono non dare nessun sintomo, ma talvolta diventano dolenti in relazione ad una particolare fase del ciclo mestruale o durante i rapporti sessuali.

In generale, per queste varici si consiglia un approccio come per le altre varici: aspettare almeno 6 mesi dal parto e poi rivalutare: si trattano in genere con la scleroterapia, che ha successo in una elevatissima percentuale di questi casi ( con benefici mlto rapidi …e non richiede nemmeno tanti$$ime $edute!). 

Con questo spero di aver chiarito almeno i quesiti più comuni, ma sono a disposizione per eventuali altri chiarimenti.

 

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Gloria T. Leonardi

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Dott.ssa GloriaTeresa Leonardi | Specialista in Chirurgia Vascolare

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